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La Terra di Mezzo


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L'Osservatore e la malattia

MAMMALUNA


Non pensare alla malattia come ad una punizione "esterna", "divina", "ingiusta",


ma come ad un'opportunità di conoscere meglio i propri limiti fisici e spirituali, di saggiare la validità dei percorsi fatti, di mantenere intatta la voglia di sperimentare, di sorridere, di vivere; di non approfittare delle nostre nuove fragilità per soggiogare le persone care con mille esigenze fisiche, morali e umorali o per evitare pigramente di essere attivi nella quotidianità (pur nei limiti oggettivi delle nostre possibilità).
E' fondamentale mantenere l'osservazione di sé, accettando e rispettando le proprie pulsioni in momenti in cui ogni sensibilità diventa particolarmente acuta. In questa situazione è saggio comprendere chi e che cosa ci fa stare bene, rinunciando a ciò che invece ci provoca malessere.
C'è una domanda che ho sentito troppo spesso: "Perché proprio a me?" Questo tormentoso interrogativo presupporrebbe, assecondando un'ottenebrata visione egocentrica, che qualche altro essere umano (meno meritevole di noi, secondo il nostro autorevole giudizio?), sarebbe stato assai più giustificato bersaglio della sofferenza "inflittaci". Immagino che una seppur minima osservazione d'approfondimento possa evidenziare la stoltezza di tale pensiero.
Chiunque stia condividendo con me la via della ricerca, non si stupirà di come e perché affronterò questa tematica presente nella vita di tutti gli esseri viventi e che da circa un anno sto sperimentando.
La malattia (da non confondere con passeggere indisposizioni!) è uno stato alterato del nostro involucro santuario, spesso autodeterminata al momento stesso della rinascita (e poi dimenticata come tutte le chiavi preformate del nostro percorso attuale per consentirci il famoso libero arbitrio). Questa insostituibile esperienza ci regala diverse opportunità:
- consapevolezza dello stato di salute, potenziando la colonna portante della Gratitudine
- sperimentazione della validità o della parzialità o della falsità dei propri precedenti percorsi sviluppati in salute
- espiazione karmica
- sacrificio individuale mirato a equilibrare l'Ombra dilagante sulla Madre Terra
- della imitazione della sofferenza di Cristo
- volontà di surrogazione (ammalarsi in vece di una creatura della quale condividiamo l'anima)
Non è importante stabilire in quale "senso" collocare l'esperienza (a volte lo si sa senza ombra di dubbio per una consapevolezza che viene da lontano, ma, assai più sovente, affrontiamo la prova ignari. Inoltre, le linee di demarcazione possono non essere così nette...).
Molte sofferenze infantili (ricordiamo sempre che il neonato è una vita fisica appena sbocciata che porta, però, in sé, un'anima con un passato), si inseriscono in uno o più dei contesti rappresentati.

C'è ancora una possibile manifestazione di infermità che non nasce da autodeterminazione prenatale, ma da precisi disagi nella nostra vita presente che non ci sentiamo in grado di focalizzare, di accettare, di arginare e di tentare di risolvere:
- infelicità nella vita coniugale e/o familiare
- mal di vivere (pessimismo, vittimismo, autolesionismo...).
- preoccupazioni insistite sulla propria salute, sul lavoro e sulle finanze (anche immaginarie)
- un carico di lavoro esagerato
- vivere costantemente nella menzogna, nel risentimento, nell'invidia
- sensi di colpa e rimorsi irrisolti
- colpo di ritorno immediato per negatività indirizzate e ripetute su altri esseri umani

Sostanzialmente sarebbe la più evitabile se la problematica venisse accettata e affrontata con lucidità e con coraggio, tentando di risolverla a monte, con l'approfondimento dell'Osservazione e della Gratitudine, anche chiedendo aiuto a chi sa e può ascoltarci.



Potrete sempre contattarci tramite mail:
allaterradimezzo@gmail.com


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