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La Terra di Mezzo


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Carillon Boite à musique

CARILLON


Il nome deriva dal francese, e tuttavia in quella lingua questo strumento non è affatto chiamato carillon, bensì boîte à musique. Il termine carillon, viceversa, designa fin dal Medioevo un insieme di campane (in origine solo quattro, da cui il termine latino quadrilio che ha dato origine a "carillon") che potevano essere suonate con una tastiera (i tasti venivano colpiti con i pugni, ed erano connessi mediante funi ai martelli che percuotevano le campane). Fin dal VII secolo erano collocati nei campanili delle chiese maggiori e nelle torri civiche; l'impulso maggiore allo sviluppo dello strumento si ebbe intorno al XV secolo, quando furono molto in voga in Olanda ed in Belgio. Tra i carillon più celebri si annoverano quelli dei beffrois (torri campanarie) di Bruges, di Malines e di Douai.

Già nel XVI secolo, i carillon delle torri campanarie erano talvolta dotati di un meccanismo automatico a cilindro, collegato all'orologio della torre. Nel corso del XVII secolo, inoltre, erano di moda diversi altri strumenti musicali automatici (in particolare organi a canne) in cui il
brano musicale era codificato in un cilindro di legno rotante, con punte sporgenti che mediante un sistema di leve facevano suonare le varie note.

Il 15 febbraio 1796 l'orologiaio ginevrino Antoine Favre brevettò, con la denominazione «carillon sans timbre ni marteau» ("carillon senza campane né martelli"), un meccanismo in miniatura simile a quello dei carillon di campane, che faceva suonare una serie di lamelle accordate. Da ciò, verosimilmente, deriva l'uso italiano di chiamare carillon questo strumento, che a partire dai primi anni del XIX secolo fu prodotto per essere collocato in oggetti con destinazioni diverse: in particolare orologi (da parete o da tasca) e tabacchiere. Successivamente si iniziarono a produrre strumenti più grandi, destinati ad un uso autonomo, racchiusi in scatole più o meno decorate. Queste, oltre a fare da contenitore per lo strumento, avevano soprattutto la funzione di amplificare il suono delle lamelle: da qui il nome di «boîtes à musique» ("scatole musicali") adottato dai francesi. La loro popolarità come strumenti di riproduzione musicale declinò alla fine del XIX con l'avvento del fonografo e soprattutto del grammofono.

Ma, a La Terra di Mezzo, non poteva mancare uno spazio dedicato a chi ha la grande fortuna di amare la poesia racchiusa in un carillon che suona una incantevole melodia,
di quelle antiche che restano nel cuore dei poeti;
di quelle che ti fan dimenticare il rumore di fuori;
di quelle che riscoprono il tuo ritmo interiore…
Il carillon si ricarica a molla, proprio come una volta, evocando immagini che sanno sempre di buono e di giusto.
E' una sensazione di dolce conforto che non vuoi lasciare andar via e che fa nascere sul volto un sorriso sereno, completo, senza ma e senza se…Ed è così bello sapere che il carillon è lì, vicino a te o a qualcuno a cui vuoi bene. E che resterà nella tua o nella sua vita. Ricordo d'un amore, d'un tempo e d'una musica che parla al cuore degli esseri umani in grado di udirla…
Abbiamo sempre piccole proposte perfette per un pensiero o per il confezionamento di bomboniere e molte altre curiosità che si moltiplicano durante il periodo natalizio. Sono infatti già arrivati dalla Germania i più bei soggetti che abbiamo scelto per tutti gli intenditori della Collezione invernale Spieluhrenwelt 2012. Da metà novembre saranno protagonisti, insieme alle nuovissime boule à nèige, degli spazi dedicati al nostro magnifico Natale!!!

Potrete sempre contattarci tramite mail:
allaterradimezzo@gmail.com


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